Tutto su mia madre

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Scritto il 2 dicembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie

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Ore 7.00: “Armando, vieni a prendere la terapia che perdiamo il pullman.” Era l’ottavo giorno di seguito che facevo la spola tra Senise e Lagonegro per andare a prendere la dose giornaliera di Alcover. Quel giorno ci avrebbero consegnato la dose per un mese e finalmente questa routine sarebbe finita. Mia madre era seduta sulla poltrona subito avanti la mia e riuscivo a scorgerla tramite il riflesso del vetro. La vedevo piangere per poi subito asciugarsi le lacrime. Mi si stringeva il cuore a guardare quella piccola donna sulla cinquantina che mi seguiva ovunque, senza farmi mai pesare il fatto che io non riuscissi a mantenermi sobrio per più di un mese, mi dava coraggio e non capivo che avevo altre tre sorelle più piccole che sicuramente avevano anch’esse bisogno del suo affetto. Ogni tanto glielo facevo presente e lei mi rispondeva sempre “Ora la priorità sei tu” e con un ghigno chiudeva il discorso.

Mi sentivo male fisicamente e psicologicamente ero sotto terra. Ricordo di quando tornavo ubriaco o peggio con l’effetto dell’Alcover e mia madre che stava lì ad ascoltarmi, magari senza svelare il suo disinteresse alle mie manie di grandezza e magari per ore. Mi faceva sentire importante e compreso, anche se in cuor suo sperava solo che quell’ennesima promessa di non bere si avverasse: avrebbe venduto l’anima, se avesse potuto. Molto schiva con gli altri, cercava solo il modo di farmi stare bene. Sapevo che la mia famiglia, in quel periodo, finanziariamente non era messa bene, ma lei non me ne parlava per non farmi sentire in colpa e, soprattutto, per non darmi la scusa per andare a bere.

Oggi mi rendo conto che, insieme a me, quell’angosciante percorso lo aveva fatto anche lei. Ora siamo nel 2011 e sembrava andasse tutto liscio, avevo una azienda tutta mia ed ero molto stabile sia economicamente che psicologicamente. Convivevo e avevo anche un cane. Insomma, come dicevo prima era tutto a posto.

Sto scrivendo dalla comunità Fratello Sole: siamo a fine novembre e qualcosa di nuovo è andato storto. Domani verranno a farmi visita i miei ma soprattutto lei, piccola grande guerriera che credeva in me e soprattutto non smetterà mai di farlo.

Il lavoro in Italia, tra burocrazia lenta e crisi economica

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Scritto il 30 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose varie |Lavoro

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La mancanza di lavoro è una delle gravi piaghe sociali attuali: aumentano, infatti, i disoccupati negli uffici del mercato-lavoro e aumentano, di conseguenza, i poveri. Questa società non dà molte opportunità ai cittadini in attesa di una collocazione professionale che, secondo il mio parere, difficilmente riusciranno a conseguire. A questo punto, ciò che era un semplice timore diviene realtà: l’Italia sta diventando veramente povera, considerato l’aumento della disoccupazione. Molte famiglie non sanno come sopravvivere e ciò è dovuto anche alla massiva industrializzazione, che non funziona.

La burocrazia (potere degli enti pubblici) è troppo lenta, perché gli uffici – in rapporto alla popolazione – sono pochi e non funzionano come dovrebbero, soprattutto gli uffici di collocamento, che dovrebbero invece aiutare le persone a trovare un impiego. Sarà colpa della disinformazione, dell’ignoranza o del benessere goduto fino a pochi anni fa, ma attualmente molte famiglie si rivolgono alla Caritas per chiedere cibo e soldi. L’ufficio per l’impiego potrebbe essere una grossa opportunità, ma vi sono altri due elementi che giocano a sfavore dei cittadini: la concorrenza e la competizione spietata, due dei negativi modelli che influenzeranno le prossime generazioni.

Giovanni Bellanova

Una poesia di Alda Merini

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Scritto il 17 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Poesia

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Coprtina de "L'altra verità. Diario di una diversa" di Alda Merini

Coprtina de "L'altra verità. Diario di una diversa" di Alda Merini - Foto: deastore.com

Una poesia di Alda Merini tratta da “L’altra verità. Diario di una diversa” (1986): una poesia sulla rinascita spirituale di una donna. Ogni lettore può ritrovarsi nei versi della Merini. La sua poesia parla della chiusura dell’anima che, finalmente, si libera e si riconosce in un fiore, nel suo destino di fiore.
Questo è il tema scelto dal regista Antonio Andrisani per la realizzazione di un cortometraggio, girato ai primi di Novembre, nella Comunità “Fratello Sole” di Santa Maria d’Irsi.

I ragazzi della Comunità, nei giorni precedenti, hanno più volte letto e commentato la poesia della Merini e hanno scelto, a loro volta, una frase (quella che ritenevano più vicina al loro stato d’animo) che hanno cercato di interpretare. Il regista ha dato delle indicazioni di massima riguardo l’interpretazione che, così, è stata molto libera.

Dapprima si è girato in ambienti un po’ chiusi e abbandonati, poi, seguendo l’incedere della poesia, in spazi sempre più aperti ad esprimere, appunto, un senso di liberazione e di contatto con la natura. I ragazzi si sono resi conto di come sia difficile il cinema e sono stati tutti presi dalla registrazione del film: si scambiavano consigli sull’interpretazione in un clima di festa. Perché, “girare” è stata una festa, un giorno diverso in cui si stava facendo qualcosa di “importante”. Penso ciò era dovuto alla poesia della Merini che arriva dritta al cuore ed è capace di instaurare un clima di fratellanza e di condivisione in tutti, subito. Penso, i ragazzi hanno interpretato un pò se stessi, i loro problemi e la speranza, la voglia, la forza di riuscire a superarli. Il loro percorso, in Comunità, è proprio questo.

Un’esperienza da ripetere, grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del cortometraggio.

G.B.

Visita dell’Arcivescovo della diocesi di Matera – Irisna, Monsignor Ligorio

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Scritto il 14 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Opere personali

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È una sorridente mattinata di ottobre, quella che accoglie monsignor Ligorio, Arcivescovo della diocesi di Matera – Irisna, in visita alla comunità Fratello Sole di Santa Maria d’Irsi. L’alto prelato arriva intorno alle 10 del mattino e per prima cosa visita la struttura che ospita la comunità, accompagnato dal presidente della stessa. In seguito, pronuncia un breve discorso nel cortile, nel quale si è radunata una piccola folla (della quale faceva parte anche un gruppo di persone venute in pullman da Tolve), dicendosi colpito dai colori che abbelliscono gli interni degli edifici da lui visitati.

(continua…)

L’alluvione in Liguria

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Scritto il 12 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose varie |Notizie

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Alluvione a Genova: alcune auto sommerse dall'acqua

Alluvione a Genova: alcune auto sommerse dall'acqua - format.blogosfere.it

Come di consueto, ogni anno ci troviamo di fronte a disagi di carattere meteorologico. Quest’anno la sventura  si è abbattuta sulla Liguria e Genova è uno dei centri più colpiti. Un fiume di fango ha trascinato veicoli e persone: sono sei, infatti, i morti causati dall’ondata di acqua e fango che ha attraversato la città e la protezione civile è ancora a lavoro per sistemare le strade. Nulla riesce a tranquillizzare i genovesi, che si sentono impotenti di fronte a questo genere di avvenimenti.

Purtroppo non nego il mio dispiacere per le vittime di questa tragedia e posso solo dire che di fronte  alle forze della natura e a questi disastri,  l’ uomo è vulnerabile.

G. B.

Il mio amico Daniel

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Scritto il 12 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Opere personali

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Uno scorcio di Amsterdam

Uno scorcio di Amsterdam - blitzquotidiano.it

Era già da alcuni giorni che vedevo Daniel irritabile e scontroso, soprattutto quando gli chiedevo se fosse tutto a posto, ricevendo come risposta un tranquillizzante ‘Non preoccuparti, è solo un periodo così…’

Era venerdi 3 aprile quando, con una scusa, Daniel mi disse che si sarebbe concesso qualche giorno di ferie, anche se – conoscendolo – pensavo fosse un’altra delle sue battute. Quello stesso giorno, intorno alle 15:00, ci salutammo: non era nostra consuetudine passare il weekend insieme. Verso le 21:00 ricevetti la chiamata della sua compagna, che mi chiese se Daniel fosse con me. Le risposi di averlo visto  alcune ore prime, nel pomeriggio. Intorno alle 23:30, la donna mi richiamò, mostrandosi molto più apprensiva rispetto alla chiamata precedente. Ciò mi indusse a fare qualche telefonata ad amici e conoscenti che io e Daniel abbiamo in comune, scoprendo che uno dei suoi operai l’aveva accompagnato all’aeroporto di Milano – Malpensa, senza sapere quale fosse la destinazione del viaggio che Daniel – di lì a poco – avrebbe intrapreso. Il mattino seguente, ricevetti la telefonata di Daniel, il quale si mostrò inizialmente vago quando gli chiesi dove si trovasse, per poi dire di essere ad Amsterdam. Daniel mi confessò di voler stare per un po’ da solo, lontano da tutto e tutti. Mi chiese anche di badare alla sua azienda, perlomeno fino al suo ritorno. Conoscendolo, sapevo bene che sarebbe stato via più di quanto aveva dichiarato e infatti tornò dopo venticinque giorni, dopo aver speso la bellezza di 17 mila euro.

(continua…)

Sistema economico attuale: alcune riflessioni

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Scritto il 26 ottobre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie

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capitalismoNon so molto di politica economica, ma so del fallimento di quella attuale perché, a mio avviso, essa è tesa solamente al profitto (di pochi).

Nel mondo ci sono miliardi di poveri che combattono ogni giorno per la fame, l’accesso all’acqua e per tutti i beni primari e fondamentali per la vita. Com’è  spiegabile ciò se non con l’ammettere il fallimento delle regole economiche attuali? Il mondo, penso, è in mano alle grandi lobbies del denaro-potere che manovrano le scelte politiche, economiche degli Stati e spesso sono causa di guerre. Le lobbies controllano i media, che hanno – a mio avviso – un ruolo di portavoce delle loro idee, dei loro valori e delle loro beghe di potere. La televisione  (diffusa anche nei paesi poveri) trasmette quotidianamente modi e stili di vita assurdi, veri e propri spot al nulla. Perché è il nulla che vogliono inculcare nelle nostre menti: non dobbiamo pensare, dobbiamo essere tutti occupati a consumare i prodotti che attraverso i media vengono pubblicizzati  (alimenti, automobili, detersivi). La televisione ci rende cinici perché magari ci fa conoscere ogni particolare di un fatto di cronaca ma niente di ciò che succede a due passi da noi (guerre, carestie, fame). No, di economia non mi intendo. So quali sono i settori fondanti l’economia di un paese: Primario (agricoltura), Servizi e Terziario (industria). L’imperativo, per essi, è uno solo: produrre. Anche se ciò significa depauperare la natura, violentarla, esaurirne le risorse (che non sono infinite).

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Il senso della famiglia e il suo ruolo nel tessuto sociale

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Scritto il 26 ottobre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie

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È molto difficile oggi giorno parlare del senso di un istituto che dovrebbe porsi a fondamento della società quale è la famiglia: continuamente bersagliata e fatta oggetto di dileggio, sembra non avere più la forza per resistere ai continui attacchi che le vengono mossi! Non intendo abbandonarmi  a sterili riflessioni intorno alla bellezza dei tempi andati e neppure ergermi a difensore dei valori tradizionali, ma il disordine che impera impone almeno qualche riflessione, per non rischiare – e spero che questo vaticinio non si realizzi – di piombare nel caos più totale.

Innanzitutto balza agli occhi quanto e come siano cambiate le dinamiche sociali da alcuni decenni a questa parte: il progresso scientifico e tecnologico le hanno rimodellate e ristrutturate ed era perciò inevitabile che la famiglia ne risentisse i contraccolpi. In un mondo dove si parla sempre più spesso di matrimoni gay e coppie di fatto, abbiamo il dovere di interrogarci su quale sia la possibilità che questi fenomeni possano minare quella meravigliosa simbiosi armonica che è la famiglia. Non sono così presuntuoso da asserire che tutto ciò che sia altro dalla famiglia tradizionale sia sbagliato e quindi dannoso, ma sono propenso a credere che ci debba essere una tavola di valori alla quale potersi appigliare,un’ultima ancora di salvezza da serbare come certezza e la famiglia mi pare adatta a continuare a ricoprire avere questo ruolo.

In conclusione, mi piacerebbe evidenziare come, sebbene il tessuto sociale sia in continuo movimento nelle sue stratificazioni, la famiglia rimanga, malgrado tutto, il perno attorno al quale ruotano le nostre esistenze e come essa riproponga ancora il suo ruolo centrale nelle nostre vite.

Domenico Chiavone

L’utile e il dilettevole

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Scritto il 5 maggio 2011 da Redazione
Categorie: Associazionismo |Cose di comunità |Cose varie |Volontariato

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In occasione delle festività,  la comunità Fratello Sole ha augurato la buona Pasqua a tutti gli ospiti regalando loro un uovo. Ma non uovo normale, bensì uova di cioccolato, il cui acquisto sostiene l’attività dell’associazione “Francesco-Pio”  che esplica il suo operato a favore dei soggetti affetti dalle Sindrome di Prader-Willi.

Questa malattia genetica colpisce 1 neonato su 15.000. Uno dei disturbi principali di questa rara malattia è un forte scompenso ormonale che provoca obesità fin da bambini. La nostra cooperativa ha aderito all’iniziativa acquistando uova pasquali per un totale di 600 euro.

Per chi volesse aiutare economicamente  l’associazione “Francesco Pio” può effettuare un versamento su bollettino di c/c postale n. 87681300 intestato all’associazione oppure tramite bonifico bancario con le seguenti coordinate: IBAN IT34 W076 0115 7000 0008 7681 300, oppure tramite paypal sul sito web dell’associazione: http://sindromepraderwillipuglia.blogspot.com/.

Nella foto di Stefano Russillo, i ragazzi della comunità con il maxi uovo di Pasqua

Un particolare ringraziamento di noi ospiti della comunità va al consiglio d’Amministrazione della Cooperativa  che ha donato a noi tutti un uovo di Pasqua da 18 kg.

Ciò che tutti sappiamo…

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Scritto il 7 aprile 2011 da Redazione
Categorie: Cose varie |Opere personali

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La società sta cambiando, la gente che lavora è con le spalle al muro.
Ci sono i padroni, e poi i servi che senza portatile e iPhone avrebbero più tempo per pensare e rendersi conto.

(continua…)