Il lavoro in Italia, tra burocrazia lenta e crisi economica

1 commento

Scritto il 30 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose varie |Lavoro

, , ,

La mancanza di lavoro è una delle gravi piaghe sociali attuali: aumentano, infatti, i disoccupati negli uffici del mercato-lavoro e aumentano, di conseguenza, i poveri. Questa società non dà molte opportunità ai cittadini in attesa di una collocazione professionale che, secondo il mio parere, difficilmente riusciranno a conseguire. A questo punto, ciò che era un semplice timore diviene realtà: l’Italia sta diventando veramente povera, considerato l’aumento della disoccupazione. Molte famiglie non sanno come sopravvivere e ciò è dovuto anche alla massiva industrializzazione, che non funziona.

La burocrazia (potere degli enti pubblici) è troppo lenta, perché gli uffici – in rapporto alla popolazione – sono pochi e non funzionano come dovrebbero, soprattutto gli uffici di collocamento, che dovrebbero invece aiutare le persone a trovare un impiego. Sarà colpa della disinformazione, dell’ignoranza o del benessere goduto fino a pochi anni fa, ma attualmente molte famiglie si rivolgono alla Caritas per chiedere cibo e soldi. L’ufficio per l’impiego potrebbe essere una grossa opportunità, ma vi sono altri due elementi che giocano a sfavore dei cittadini: la concorrenza e la competizione spietata, due dei negativi modelli che influenzeranno le prossime generazioni.

Giovanni Bellanova

Incidenti sul lavoro: alcune riflessioni

0 commenti

Scritto il 27 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Lavoro

, ,

Incidenti sul lavoro

Foto: migliorblog.it

“L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”: sancisce così la Costituzione del nostro beneamato paese, ma qual è il lavoro di cui stiamo parlando? Negli ultimi anni la congiuntura economica sfavorevole ha fatto sì che sempre più aziende si siano servite di lavoratori assunti in nero, senza nessun tipo di assicurazione o di tutela sociale e purtroppo la conseguente mancanza di misure di sicurezza ha provocato decine di morti. I decessi sul lavoro dovrebbero balzare sempre in primo piano, riguardo alle notizie di cronaca, perché molte morti si sarebbero potute evitare, se solo si fossero rispettate le più elementari accortezze affinché non avvenissero.

Diversi sono gli esponenti del mondo della politica – e non solo – ad essere intervenuti sul tema (non ultimo, il presidente Napolitano) i quali hanno unanimemente condannato questo stillicidio che è tanto più crudele quanto più è grande la consapevolezza che,  per un’inezia, delle persone abbiano perso la vita. Purtroppo io non ho la bacchetta magica per risolvere il problema: mi limito ad esporre i fatti, ma con un pizzico di dispiacere noto però che c’è una certa indifferenza sulla questione, quasi come se fosse qualcosa a cui bisogna rassegnarsi, ma così non deve essere, poiché rischiamo davvero di diventare altrimenti dei mostri immorali! Immorali, sì, perché è immorale che un onesto lavoratore debba morire per colpa di qualche euro non speso per mettere a norma gli impianti di sicurezza.

In conclusione, senza ulteriori fronzoli, mi preme augurare che in un futuro non troppo lontano la situazione migliori e che il numero di questi incidenti si riduca sensibilmente.

Domenico Chiavone

Vale la pena

1 commento

Scritto il 23 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Opere personali

,

anima

Un viaggio dentro e intorno noi stessi per ritrovare quella parte migliore di noi  per la quale vale la pena lottare. Per fortuna la vita non è solo lottare: a volte, se solo ci si sforza, diviene addirittura divertente. Ci sono molti traguardi nella vita di ognuno di noi. La società è ossessionata da traguardi tangibili che si possono vedere e toccare, da tutto ciò che è pratico o meglio commerciabile. Ma non tutto ciò di cui si ha bisogno si può vedere e non è facile credere a ciò che non si vede.

Le sostanze ci hanno portato a non sperare o sognare più, prigionieri della materia. Non crediamo più al nostro spirito e siamo tristi, ma quando si ama la tristezza non fa paura e non ci sentiamo più soli, il nostro cuore si libera. A che serve amare se il cuore non sa amare? Tristi, malinconici e irrequieti rappresentavamo un modo come un altro per orientarci. Le stesse rapide del cuore spesso ci forviavano rendendo troppo fragili le urla dell’anima che ci chiamava, vanamente. L’anima, sì, qualcosa di invisibile ma sempre vicina a noi e che non smette mai di urlarci che la forza è dentro di noi, ma purtroppo non siamo più in grado di ascoltare. A volte scappiamo, sperando di lasciarci tutto alle spalle ma no…non è così che funziona: le risposte alle nostre domande le abbiamo solo in fondo al nostro cuore e l’unico modo per recepirle, ripeto, è l’ascolto.

 Armando Pangaro

Una poesia di Alda Merini

2 commenti

Scritto il 17 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Poesia

, ,

Coprtina de "L'altra verità. Diario di una diversa" di Alda Merini

Coprtina de "L'altra verità. Diario di una diversa" di Alda Merini - Foto: deastore.com

Una poesia di Alda Merini tratta da “L’altra verità. Diario di una diversa” (1986): una poesia sulla rinascita spirituale di una donna. Ogni lettore può ritrovarsi nei versi della Merini. La sua poesia parla della chiusura dell’anima che, finalmente, si libera e si riconosce in un fiore, nel suo destino di fiore.
Questo è il tema scelto dal regista Antonio Andrisani per la realizzazione di un cortometraggio, girato ai primi di Novembre, nella Comunità “Fratello Sole” di Santa Maria d’Irsi.

I ragazzi della Comunità, nei giorni precedenti, hanno più volte letto e commentato la poesia della Merini e hanno scelto, a loro volta, una frase (quella che ritenevano più vicina al loro stato d’animo) che hanno cercato di interpretare. Il regista ha dato delle indicazioni di massima riguardo l’interpretazione che, così, è stata molto libera.

Dapprima si è girato in ambienti un po’ chiusi e abbandonati, poi, seguendo l’incedere della poesia, in spazi sempre più aperti ad esprimere, appunto, un senso di liberazione e di contatto con la natura. I ragazzi si sono resi conto di come sia difficile il cinema e sono stati tutti presi dalla registrazione del film: si scambiavano consigli sull’interpretazione in un clima di festa. Perché, “girare” è stata una festa, un giorno diverso in cui si stava facendo qualcosa di “importante”. Penso ciò era dovuto alla poesia della Merini che arriva dritta al cuore ed è capace di instaurare un clima di fratellanza e di condivisione in tutti, subito. Penso, i ragazzi hanno interpretato un pò se stessi, i loro problemi e la speranza, la voglia, la forza di riuscire a superarli. Il loro percorso, in Comunità, è proprio questo.

Un’esperienza da ripetere, grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del cortometraggio.

G.B.

Visita dell’Arcivescovo della diocesi di Matera – Irisna, Monsignor Ligorio

1 commento

Scritto il 14 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Opere personali

, ,

È una sorridente mattinata di ottobre, quella che accoglie monsignor Ligorio, Arcivescovo della diocesi di Matera – Irisna, in visita alla comunità Fratello Sole di Santa Maria d’Irsi. L’alto prelato arriva intorno alle 10 del mattino e per prima cosa visita la struttura che ospita la comunità, accompagnato dal presidente della stessa. In seguito, pronuncia un breve discorso nel cortile, nel quale si è radunata una piccola folla (della quale faceva parte anche un gruppo di persone venute in pullman da Tolve), dicendosi colpito dai colori che abbelliscono gli interni degli edifici da lui visitati.

(continua…)

L’alluvione in Liguria

0 commenti

Scritto il 12 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose varie |Notizie

, , ,

Alluvione a Genova: alcune auto sommerse dall'acqua

Alluvione a Genova: alcune auto sommerse dall'acqua - format.blogosfere.it

Come di consueto, ogni anno ci troviamo di fronte a disagi di carattere meteorologico. Quest’anno la sventura  si è abbattuta sulla Liguria e Genova è uno dei centri più colpiti. Un fiume di fango ha trascinato veicoli e persone: sono sei, infatti, i morti causati dall’ondata di acqua e fango che ha attraversato la città e la protezione civile è ancora a lavoro per sistemare le strade. Nulla riesce a tranquillizzare i genovesi, che si sentono impotenti di fronte a questo genere di avvenimenti.

Purtroppo non nego il mio dispiacere per le vittime di questa tragedia e posso solo dire che di fronte  alle forze della natura e a questi disastri,  l’ uomo è vulnerabile.

G. B.

Il mio amico Daniel

0 commenti

Scritto il 12 novembre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie |Opere personali

,

Uno scorcio di Amsterdam

Uno scorcio di Amsterdam - blitzquotidiano.it

Era già da alcuni giorni che vedevo Daniel irritabile e scontroso, soprattutto quando gli chiedevo se fosse tutto a posto, ricevendo come risposta un tranquillizzante ‘Non preoccuparti, è solo un periodo così…’

Era venerdi 3 aprile quando, con una scusa, Daniel mi disse che si sarebbe concesso qualche giorno di ferie, anche se – conoscendolo – pensavo fosse un’altra delle sue battute. Quello stesso giorno, intorno alle 15:00, ci salutammo: non era nostra consuetudine passare il weekend insieme. Verso le 21:00 ricevetti la chiamata della sua compagna, che mi chiese se Daniel fosse con me. Le risposi di averlo visto  alcune ore prime, nel pomeriggio. Intorno alle 23:30, la donna mi richiamò, mostrandosi molto più apprensiva rispetto alla chiamata precedente. Ciò mi indusse a fare qualche telefonata ad amici e conoscenti che io e Daniel abbiamo in comune, scoprendo che uno dei suoi operai l’aveva accompagnato all’aeroporto di Milano – Malpensa, senza sapere quale fosse la destinazione del viaggio che Daniel – di lì a poco – avrebbe intrapreso. Il mattino seguente, ricevetti la telefonata di Daniel, il quale si mostrò inizialmente vago quando gli chiesi dove si trovasse, per poi dire di essere ad Amsterdam. Daniel mi confessò di voler stare per un po’ da solo, lontano da tutto e tutti. Mi chiese anche di badare alla sua azienda, perlomeno fino al suo ritorno. Conoscendolo, sapevo bene che sarebbe stato via più di quanto aveva dichiarato e infatti tornò dopo venticinque giorni, dopo aver speso la bellezza di 17 mila euro.

(continua…)