Non so molto di politica economica, ma so del fallimento di quella attuale perché, a mio avviso, essa è tesa solamente al profitto (di pochi).
Nel mondo ci sono miliardi di poveri che combattono ogni giorno per la fame, l’accesso all’acqua e per tutti i beni primari e fondamentali per la vita. Com’è spiegabile ciò se non con l’ammettere il fallimento delle regole economiche attuali? Il mondo, penso, è in mano alle grandi lobbies del denaro-potere che manovrano le scelte politiche, economiche degli Stati e spesso sono causa di guerre. Le lobbies controllano i media, che hanno – a mio avviso – un ruolo di portavoce delle loro idee, dei loro valori e delle loro beghe di potere. La televisione (diffusa anche nei paesi poveri) trasmette quotidianamente modi e stili di vita assurdi, veri e propri spot al nulla. Perché è il nulla che vogliono inculcare nelle nostre menti: non dobbiamo pensare, dobbiamo essere tutti occupati a consumare i prodotti che attraverso i media vengono pubblicizzati (alimenti, automobili, detersivi). La televisione ci rende cinici perché magari ci fa conoscere ogni particolare di un fatto di cronaca ma niente di ciò che succede a due passi da noi (guerre, carestie, fame). No, di economia non mi intendo. So quali sono i settori fondanti l’economia di un paese: Primario (agricoltura), Servizi e Terziario (industria). L’imperativo, per essi, è uno solo: produrre. Anche se ciò significa depauperare la natura, violentarla, esaurirne le risorse (che non sono infinite).