Sistema economico attuale: alcune riflessioni

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Scritto il 26 ottobre 2011 da Redazione
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capitalismoNon so molto di politica economica, ma so del fallimento di quella attuale perché, a mio avviso, essa è tesa solamente al profitto (di pochi).

Nel mondo ci sono miliardi di poveri che combattono ogni giorno per la fame, l’accesso all’acqua e per tutti i beni primari e fondamentali per la vita. Com’è  spiegabile ciò se non con l’ammettere il fallimento delle regole economiche attuali? Il mondo, penso, è in mano alle grandi lobbies del denaro-potere che manovrano le scelte politiche, economiche degli Stati e spesso sono causa di guerre. Le lobbies controllano i media, che hanno – a mio avviso – un ruolo di portavoce delle loro idee, dei loro valori e delle loro beghe di potere. La televisione  (diffusa anche nei paesi poveri) trasmette quotidianamente modi e stili di vita assurdi, veri e propri spot al nulla. Perché è il nulla che vogliono inculcare nelle nostre menti: non dobbiamo pensare, dobbiamo essere tutti occupati a consumare i prodotti che attraverso i media vengono pubblicizzati  (alimenti, automobili, detersivi). La televisione ci rende cinici perché magari ci fa conoscere ogni particolare di un fatto di cronaca ma niente di ciò che succede a due passi da noi (guerre, carestie, fame). No, di economia non mi intendo. So quali sono i settori fondanti l’economia di un paese: Primario (agricoltura), Servizi e Terziario (industria). L’imperativo, per essi, è uno solo: produrre. Anche se ciò significa depauperare la natura, violentarla, esaurirne le risorse (che non sono infinite).

(continua…)

Il senso della famiglia e il suo ruolo nel tessuto sociale

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Scritto il 26 ottobre 2011 da Redazione
Categorie: Cose di comunità |Cose varie

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È molto difficile oggi giorno parlare del senso di un istituto che dovrebbe porsi a fondamento della società quale è la famiglia: continuamente bersagliata e fatta oggetto di dileggio, sembra non avere più la forza per resistere ai continui attacchi che le vengono mossi! Non intendo abbandonarmi  a sterili riflessioni intorno alla bellezza dei tempi andati e neppure ergermi a difensore dei valori tradizionali, ma il disordine che impera impone almeno qualche riflessione, per non rischiare – e spero che questo vaticinio non si realizzi – di piombare nel caos più totale.

Innanzitutto balza agli occhi quanto e come siano cambiate le dinamiche sociali da alcuni decenni a questa parte: il progresso scientifico e tecnologico le hanno rimodellate e ristrutturate ed era perciò inevitabile che la famiglia ne risentisse i contraccolpi. In un mondo dove si parla sempre più spesso di matrimoni gay e coppie di fatto, abbiamo il dovere di interrogarci su quale sia la possibilità che questi fenomeni possano minare quella meravigliosa simbiosi armonica che è la famiglia. Non sono così presuntuoso da asserire che tutto ciò che sia altro dalla famiglia tradizionale sia sbagliato e quindi dannoso, ma sono propenso a credere che ci debba essere una tavola di valori alla quale potersi appigliare,un’ultima ancora di salvezza da serbare come certezza e la famiglia mi pare adatta a continuare a ricoprire avere questo ruolo.

In conclusione, mi piacerebbe evidenziare come, sebbene il tessuto sociale sia in continuo movimento nelle sue stratificazioni, la famiglia rimanga, malgrado tutto, il perno attorno al quale ruotano le nostre esistenze e come essa riproponga ancora il suo ruolo centrale nelle nostre vite.

Domenico Chiavone