Pubblichiamo un servizio video sui presepi in mostra, in questi giorni, in alcune vie del centro storico di Matera:
Presepi in mostra per le vie di Matera
Italo Squitieri visto da me
Il 2 di Novembre è stata inaugurata una mostra delle opere di Italo Squitieri, un apprezzato pittore potentino scomparso nel 1994. Alla prima esposizione (allestita presso 2° piano della Biblioteca Provinciale di Matera, in via Roma) erano presenti, fra gli altri, Mimmo Centonze, che ne ha curato l’organizzazione e il critico Vittorio Sgarbi. L’artista Squitieri, nel lavoro e nell’ossessione della luce, dei suoi quadri ne fa un gioiello incastonato nella pietra, una impressione che resta dubbio fino a toccare la tela; ordinaria come tante.
Le opere di Squitieri che preferisco sono quelle da cui sento emanare il calore di qualcosa che si sta consumando, una lenta ossidazione. Un’apparente confusione di tinte e punti di vista incoerenti come potrebbero essere le varietà della spazzatura.. o i muri delle strade con lo scarabocchio di mille intenzioni. I colori stridenti provocano attrito come lo sfregarsi delle mani che, specificandolo, si sfregano solo quando si ha freddo.
Stefano Russillo
Natale Arbëreshë
Il Natale è una festa particolarmente sentita in tutto il mondo cattolico; io vi racconto come si vive e ci si prepara ad esso, in un piccolo centro della Basilicata che fu fondato nel 1400 da profughi di origine albanese: San Costantino Albanese, un piccolo centro che conta mille abitanti circa, molte case abbandonate per via dell’emigrazione che, tuttavia, si sforza di mantenere lingua, usi, costumi e tradizioni di un tempo.
Già dal 13 del mese di Dicembre, il giorno dedicato a S. Lucia, la festa è nell’aria: i 12 giorni che intercorrono tra il 13 ed il 25, infatti, sono particolarmente “osservati” dai contadini che traggono da essi le previsioni per ciascun mese del nuovo anno.
La festa del Natale è particolarmente sentita, poiché in questo periodo molte persone che – per forza di cose – lavorano fuori, ritornano in paese per la gioia dei cari. I giorni di festa rappresentano, quindi, l’unione di famiglie, amici: occasione per stare insieme e rivedersi. Nei bar, nei pochi negozi rimasti, per strada c’è aria di festa, grazie anche agli addobbi natalizi e al suono delle “surduline” (zampogne tipiche del luogo).
In ogni famiglia si preparano dei dolci tipici: si friggono le “crespelle”e i “panzacot” (ripieni di farina di castagne e cacao) mentre alcuni sono impegnati a preparare salsicce e altri prodotti che si ottengono dal maiale (molti continuano ad allevarlo). Con il sangue di maiale, mescolato e fatto bollire con cioccolato, cacao e uva passa si ottiene il sanguinaccio.
La vigilia di Natale si è soliti trascorrerla a casa, cenando e stando vicino al focolare, con le persone care. A mezzanotte, si va in chiesa per la S. Messa celebrata in rito greco-bizantino (il prete, con il Bambino Gesù tra le mani, compie tre giri nel perimetro della Chiesa, accompagnato dai suonatori di surduline). Dopo la Messa, la gente si scambia gli auguri: la notte di Natale è festeggiata, poi, in giro tra musica, vino e in compagnia. Molti ragazzi la trascorrono così, tirando fino all’alba. Al pranzo di Natale non possono mancare i fusilli con mollica di pane (piatto tradizionale arbëreshë). Per il resto, il giorno passa a scambiarsi gli auguri passeggiando per il paese oppure a guardare la televisione.
Buon Natale a tutti!
Giuseppe Busicchio
Il Natale tra passato e presente in Basilicata
Mò van Natel senza dner m lascj u giurnel e m vauchj a cucuè”
(Ora viene Natale, sono senza soldi, leggo il giornale e vado a dormire)
Il Natale è una delle feste più sentite e festeggiate al mondo. Tra ieri e oggi, non sono cambiate molte cose sia dal punto di vista spirituale che familiare ma soprattutto a livello gastronomico.
Da sempre, nel materano, tutti festeggiamenti hanno inizio in occasione dell’Immacolata Concezione, il giorno 8 Dicembre, quando i fedeli più intransigenti si apprestano a preparare le varie prelibatezze che tuttora è possibile gustare sulle nostre tavole come il “Pane a tarallo” (u’ fcjlatjdd, molto appetitoso soprattutto quando è fresco), le pettole (u’ pattl, ovvero un specie di frittelle), le cartellate (u’ cartddet), i porcellini (u’ pjrcidizz, cioè dei dolci fritti), le friselle (u’ frsedd).
Uno dei momenti più belli e significativi, nel passato, era la preparazione del Presepe, inizialmente fatto di cose semplici come tavole, chiodi, fili di ferro, carta di sacchi di farina, muschio e argilla.
La vigilia di Natale, il 24 Dicembre, era ed è un momento per riunire tutta la famiglia e stare insieme, gustando le pettole e altre pietanze sopra citate, giocando a carte o a tombola, il cui segna caselle era – in passato – costituito dalla corteccia delle arance o del mandarino oppure dai legumi. A mezzanotte, gli adulti usavano inzuppare i taralli nel bicchiere di vino mentre ai più piccoli venivano distribuiti alcuni dolcetti tipici. Le persone più religiose solitamente andavano in Chiesa per assistere alla celebrazione liturgica.
Io, per parecchio tempo, ho lavorato in un forno e posso assicurare che nel periodo di Natale c’è una grande richiesta dei prodotti da forno tipici. Un dolce che in particolare mi piaceva preparare e anche mangiare, devo ammetterlo, era il panettone con le mandorle, uva secca e canditi.
Questo è ciò che avveniva in quasi o tutte le famiglie materane e dintorni; molto simili sono le tradizioni culinarie natalizie in provincia di Potenza. Già nel 1600 circa, era tradizione preparare per Natale il “piccilatiedd”, ovvero un panettone con le mandorle che veniva mangiato la notte di Natale, dopo che il capo famiglia aveva celebrato – insieme ai suoi cari – le preghiere di ringraziamento.
Enzo
Una sera a teatro
Domenica 5 Dicembre una delegazione della redazione di SenzaFiltro si è recata a Tolve, capeggiatta dall’operatrice Maria Angela, per assistere alla rappresentazione teatrale Tutto il mondo in una valigia, presso la Chiesa Madre. Tommaso, come sempre, si addormenta durante il viaggio e ci tiene compagnia con il suo dolce russare. Emanuele, invece, è sempre in compagnia della sua bottiglia d’acqua mentre Marco vorrebbe tanto un pezzo di focaccia.
La radio sta trasmettendo una breve telecronaca della partita del Bari che purtroppo sta perdendo 3 – 0 e rifletto sul fatto che non è una buona annata per me sia perché sono pugliese e sia perché sono interista.
Maria Angela, dopo un po’, ci fa guardare tutti verso sinistra per ammirare Tolve dal basso verso l’alto e quel bel panorama ci ha fatto venire in mente un paesaggio tipico rappresentato nei presepi. Dopo qualche chilometro ancora, leggiamo un cartello stradale che ci da il benvenuto nella “Città di Tolve – Città di San Rocco”. Questo Paese è abitato da circa 4000 abitanti. Sono le 16.55 e in giro non c’è nessuno, sarà il freddo o il fatto che non è un paese molto movimentato.
Parcheggiamo il furgone e andiamo tutti al bar per la nostra classica consumazione. Io ordino il caffè e mi siedo al tavolino. Nel frattempo si avvicina Salvatore che mi chiede gentilmente di grattargli la caviglia. Io lo faccio perché è un gran simpaticone. Marco, al posto del suo pezzo di focaccia, è costretto a prendersi due pacchi di patatine: uno lo mangia al momento e l’altro lo nasconde sotto il giubbotto per poterlo mangiare dopo. Lo schermo tv sta trasmettendo una canzone dei Modà, La notte. Intanto il mio sguardo è fisso sui vari tipi di cioccolatini che purtroppo non posso mangiare perché mi sono messo a dieta…seriamente!
Usciti dal bar, incontriamo i ragazzi della comunità di Tolve, i quali ci fanno strada per la Chiesa Madre, luogo in cui si terrà lo spettacolo. La strada è parecchio in salita e l’ultimo tratto da percorrere per arrivare alla Chiesa è costituito da un sacco di gradini. Faccio notare a Maria Angela che avverto una fitta al cuore.
Dopo aver fumato una sigaretta – anzi due, per la verità – entriamo in Chiesa e incontriamo tutti gli operatori e il nostro carissimo Presidente . Il tempo di sederci ed Emanuele ci intrattiene con la sua canzone Ting e Tang. Dopo un po’, Tommaso ci fa notare che sulla destra c’è una statua di un Santo che forse è San Rocco, che rassomiglia molto ad Emanuele. A sua volta lo vede e inizia con la sua profezia: “e TING… e TANG… questo è il problema”. Impossibile non ridere!
Alle 18.30, finalmente, ha inizio lo spettacolo con un netto ritardo. In realtà, si inizia con i saluti delle autorità locali e infine parla il nostro Presidente che, dal tono della voce, è molto emozionato, ringrazia tutti e in particolar modo gli operatori, che chiama “i suoi angeli”.
La rappresentazione teatrale è intitolata Tutto il mondo in una valigia - Racconti di emigrazione e immigrazione, ideato e diretto da Gerardo Setaro con la compagnia teatrale Calliope e interpretato da alcuni ospiti della Comunità Fratello Sole di Tolve. Come si evince dal titolo, questa rappresentazione prende in considerazione tutti i problemi relativi all’emigrazione (come quello di una signora del posto emigrata in America e – tra le lacrime e il dolore – è costretta a prendere la sua valigia di cartone e lasciare tutto e tutti per andare a cercare fortuna altrove) e i problemi relativi all’immigrazione, come la storia di uomo di colore che racconta il suo viaggio verso l’Italia e l’impatto con la società italiana, con la difficoltà di farsi capire.
Questa bella rappresentazione termina con una canzone di Renato Zero contro il pregiudizio per i diversi.
Ecco il video report di Stefano Russillo:
Vito Bitetti
La magia del circo
Lo scorso 7 Dicembre, alcuni di noi – accompagnati dal nostro caro coordinatore Roberto – si sono recati presso la zona industriale di La Martella, nei pressi di Matera, dove è stato allestito il tendone del circo di Lidia Togni, per assistere allo spettacolo circense.
Ci siamo divertiti molto, soprattutto durante gli spettacoli di animali come l’elefante, i cagnolini di varie razze, i cavalli, i pony, le tigri, i pappagalli (i quali sono volati sopra le nostre teste) e ammirato le esibizioni dei vari acrobati, i quali ci hanno entusiasmato per la loro bravura.
Lo spettacolo che più ci ha colpiti, comunque, è stato quello dei cavalli, animali maestosi e molto belli, ai quali siamo particolarmente legati anche per via del corso di ippoterapia al quale abbiamo partecipato qualche tempo fa. Per quanto riguarda lo spettacolo degli acrobati, è stato molto apprezzato quello di una ragazza facente parte del gruppo di acrobati del circo Lidia Togni: restando in equilibrio, riusciva a mantenere candelabri sulla fronte, sulla pianta dei piedi e sulle mani, cambiando di tanto in tanto le posizioni. Tutto ciò senza fare cadere alcun oggetto. Il pagliaccio, invece, non ci ha particolarmente divertiti.
E’ stata questa una bella esperienza e vorremmo che si ripetesse al più presto, sperando di ammirare animali diversi e più pericolosi, come i leoni.
Giuseppe Lubreglia
Nel paese del cupa-cupa
Giovedi 25 Novembre, noi della redazione di SenzaFiltro abbiamo visitato la mostra fotografica di Stefano Vaja intitolata “Nel paese del cupa-cupa”, allestita presso Palazzo Lanfranchi, a Matera.
Nelle foto esposte in occasione della mostra, vengono raffigurati diversi momenti di feste e tradizioni lucane , come la Festa del Maggio di Accettura e il Campanaccio di San Mauro Forte. Le foto sono testimonianze dirette di un’antica e complessa tradizione musicale presente nell’intero territorio lucano, che negli anni è stata contaminata da diversi elementi culturali e religiosi.
Durante l’inaugurazione della mostra, ha avuto luogo anche l’esibizione dell’ensemble Lule Sheshi, formazione di San Costantino Albanese che ha eseguito brani appartenenti alla tradizione musicale arbёresh.
