
Viktor Zakrynycny, al centro, con alcuni componenti della redazione di SenzaFiltro - @ Foto by Pas
Sabato 9 Ottobre, alcuni componenti della redazione di “SenzaFiltro” hanno incontrato il pittore ucraino Viktor Zakrynycny, presso la sede del Circolo Culturale L’Atrio, in cui è allestita una esposizione di suoi quadri dal titolo “Le foglie mancanti”.
Incontriamo Viktor per strada e, dopo le presentazioni, ci incamminiamo verso il luogo che ospita la mostra. Aiutati dall’interprete, gli porgiamo diverse domande nate dalla precedente visione dei suoi quadri:
Viktor, come hai conosciuto Matera?
Ho conosciuto Rosamaria Strammiello (coorganizzatrice della mostra, ndr) e ho partecipato all’Onyx Jazz Festival.
Una tua impressione sulla città, sui Sassi in modo particolare.
E’ una città in cui vive la Storia, in ogni angolo.
Come hai iniziato a dipingere?
E’ una passione che ho coltivato fin da piccolo; in seguito ho studiato in Accademia.
C’è qualche artista o tecnica particolare a cui ti ispiri?
Nel corso degli anni sono stato influenzato da tanti artisti ed ho adottato diverse tecniche pittoriche. Il preferito resta, comunque, il Canaletto.
Quali sono i soggetti più rappresentati nelle sue opere?
La gente; ma, aggiunge, dipingo solo le persone che conosco.
Quanto sei “dipendente” dal dipingere?
Non immagino la mia vita senza matita e pennello.
Un tuo pensiero sulla vita contemporanea;
Oggi si tende a vivere in modo irrazionale, si perde il nostro vero essere; occorre tirar fuori ciò che è in noi, la nostra “umanità”, ciò che noi siamo.
Cosa pensi del rapporto arte-terapìa?
L’arte unisce le persone, quindi fa comprendere le cose importanti della vita.
Come consigli di osservare un tuo quadro?
Ognuno deve osservarlo per quello che sente e trarne delle considerazioni personali.
Il colloquio prosegue in maniera piacevole. Viktor ci fa vedere, poi, un video in cui è ripreso mentre dipinge un quadro, durante un concerto jazz: schizzi di colore sulla tela, poi, man mano figure sempre più nitide. E’ una pittura a “getto”che esegue sempre con la musica in sottofondo.
Lo staff organizzatore della mostra-omaggio a Viktor, con a capo Rosamaria Strammiello, ci offre dei dolci materani mentre Zakrynycny regala ad ognuno di noi una cartolina con dedica.
Prima di congedarci, l’artista ci propone un gioco: uno di fronte l’altro, dobbiamo seguire i gesti altrui (con le mani). E’ un gioco che prende spunto da una disciplina orientale ed è risultato piacevole e rilassante.