I Vastax attraverso le parole di Franco Campagna

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Scritto il 29 luglio 2010 da Redazione
Categorie: Musica |Recensioni

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Il vocalist e paroliere dello storico gruppo materano ci racconta la loro storia.

Era ancora studente alle superiori e, racconta, era già l’incubo degli amici che vedevano i propri strafalcioni sul piccolo palco che i Vastax andavano costruendo nella Matera degli inizi degli anni ’80. Franco Campagna scrive quello che gli succede intorno e nelle parole dell’opinionista Dario Carmentano “è l’innocenza sua stessa che punge e taglia, e fa simpatia”. E’ il mondo poetico di “Pine il siciliano”, canzone in cui, nonostante il sapore di vecchia tecnologia, ci si lascia condurre a passeggio nel corso dal socievole ritratto dell’uomo borghese locale. Lo stile di Franco è povero di aggressività e parolacce ma in quel periodo, gli anni in cui i Vastax ci credettero, si ascoltavano e guardavano i napoletani Squallor o i bolognesi Skiantos.

Per quanto riguarda il primo concetto di musica ironica, simpatica, satirica, Franco specifica la vicinanza stilistica a “Elio e le storie tese”, che di certo avevano già intrapreso un loro percorso, ma nell’82 non eranoconosciuti. La band era formata, inoltre, da Pino Oliva alla chitarra e al basso (il quale, tra l’altro, musicava le parole di Franco), da Niccolò De Ruggieri alla chitarra e al synth, da Mimmo Genchi al basso elettrico e da Enzo Melasi ai sassofoni.

I Vastax si fecero un nome nell’ambito studentesco e uscirono dai confini regionali grazie agli universitari materani che studiavano in grossi centri come Bologna, Milano, Bari e che scambiavano le vecchie musicassette nell’underground musicale giovanile, non attraverso spettacoli dal vivo e mai a pagamento.
Il paroliere e cantante Franco Campagna ci coinvolge nella considerazione che la loro avventura, nel contesto di Matera, era iniziata sorridendo e divertendosi ed è, forse proprio per questo, che i Vastax sono diventati una cosa seria. A differenza dei giorni nostri, in cui si parla tanto di città della cultura, di città dello jazz ma – sempre secondo Campagna – i materani restano sempre provinciali e un po’ montati.
Dopo lo scioglimento dei Vastax, avvenuto nel 1997, Franco ha lavorato o meglio giocato seriamente nei “Lotar 2” e attualmente fa parte degli “Hiroscimmia”, già recensiti positivamente dalla rivista milanese Blow Up.

Riportiamo il testo della già citata Pine il siciliano, esempio palese della ironica istrionicità dei Vastax:

Don Pine va a Cefalù
e tu
mi devi salutare a me
baffetti baffetti alla Mazzola
gli danno la forza di Maciste
uccise Giannino verme di terra
a colpi a colpi di baffetti
ma Pine, è anche buono assai
è solo che tu
lo devi salutare a lui
Don Pine mentre camminava
e tu
lo devi salutare a lui
Leone non lo salutò
Don Pine subito lo ammazzò
lo diede di capa
sopra alla ginocchia
perché lui
lo deve salutare a lui
Un giorno, il popolo inferocito
prese Don Pine, il grande bandito
lo attaccò
alla carriola
con una forbice, gli tagliarono i baffetti alla Mazzola
senza baffetti era una normale
e tu
non devi più salutarlo a lui.

Una curiosità: la canzone “Corsi di formazione” fu inserita in un servizio giornalistico inerente le cosiddette gabbie salariali di Ferrandina della trasmissione Mixer, in onda qualche tempo fa su Rai Due

N.B. Se siete iscritti su Facebook, cercate la pagina dedicata ai Vastax, per vedere foto storiche della band e video di alcune canzoni.

1 Comments
  1. franco campagna says:

    grazie ragazzi un vero onore per me e per i Vastax.

    29 luglio 2010 a 15:41

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